DnD: la sfida dei 30 giorni parte 15

luglio 23, 2013 § 1 Commento

Day 15: Mostro preferito (Non-Morto)

Lich

Lich

So di essere banale ma non c’è niente di così spaventosamente maestoso quanto un lich. Un genio assoluto (int 18) che ha intrapreso la rischiosa strada della magia, con le risorse economiche per supportare una vita di studi, che ha avuto il coraggio di affrontare una cerimonia che spesso termina con la morte stessa del mago. Questi poi, avrà vita eterna, una vita senza notte e senza riposo, nutrita dalle energie necromantiche che lo sostengono per secoli. Può esistere qualcosa di più spaventoso? Un nemico manipolatore, che agisce dietro le quinte, piu instancabile e letale? Un nemico che potrebbe semplicemente aspettare per anni fino a quando non sarai sul letto di morte, per esigere la sua vendetta? Un genio della magia con un tempo infinito per sviluppare nuove formule, per creare oggetti magici e per forgiare nuove alleanze. In particolare sono legato al concetto “prima edizione” di lich, ovvero un mago di livello almeno “arcimago” (i maghi erano giu unici a raggiungere il livello del titolo al 18esimo livello, ovvero nel momento in cui erano in grado di lanciare incantesimi del massimo livello: il nono) che poteva anche essere un chierico di ALMENO 18esimo livello. Ouch!

Sarò ancora più banale, ma al secondo posto metterà il Death Knight. E non parlo di Lord Soth, ma dei dodici Death Knight menzionati nel Fiend Folio. Solo dodici nel Multiverso! Ed erano, si sussurra, servitori di Demogorgon. Queste notizie divennero quasi-canon con l’uscita di alcuni interessanti articoli su Dragon Magazine, ma il Fiend Folio rimane tuttora impareggiabile nel suo essere “weird”.

A seguire, zombie e ghoul sono sicuramente due ottime fonti di orrore per una buona campagnia splatter. Si ricordi che lo zombie Romeriano in teoria, sarebbe il ghoul, almeno a quanto si diceva nelle riviste del tempo, e non lo zombie. In ogni caso, un orda dell’uno o dell’altro dovrebbe essere abbastanza per fare preoccupare un gruppo di basso-medio livello.

Menzione d’onore alle wight. Ai tempi di D&D e dei primi AD&D, erano mostri che facevano cagare addosso. Come livello di potere erano nominalmente abbastanza bassi, per cui li incontravi già al 4-5 livello. Il problema è che a quei livelli, e in quelle edizioni, un energy drain era un GRAN  brutto affare. Vero, le wraith o gli spettri con il loro sguardo in grado di invecchiare erano terrificanti, ma ad alti livelli in genere il party era pieno di risorse. Se mettevi una wight contro un party di terzo livello la gente sbiancava!

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DnD: la sfida dei 30 giorni parte 14

luglio 22, 2013 § 1 Commento

Day 14: PNG Preferito

The Savage Frontier

The Savage Frontier

Ahhh qui entriamo in un vastissimo mondo di scelte!

Parlando di Forgotten Realms, i miei antagonisti preferiti sono sicuramente:

Wulgreth, il lich che richiamò i diavoli in Hellgate Keep e con una storia editoriale abbastanza convoluta, legata a un vecchio RPG chiamato Dragonquest. Fu incorporato per la prima volta nei FR da Paul Jaquays nel mio supplemento preferito, FR5 The Savage Frontier. Quel manuale è semplicemente zeppo di spunti e idee, e la storia di Wulgreth è forse la più oscura di queste. Fu ripresa in un primo momento nel box Netheril e poi MOLTO malamente ripresa nella terza edizione con il manuale Lost Empires of Faerûn. Ultimamente ho letto un romanzo della serie Return of the Archwizards dove finalmente hanno dato un po di dignità a questa storia, il romanzo è un po’ legnoso, ma nel complesso è frutto di buona ricerca.

Lord Manshoon, marocchinizzato nella terza edizione, ma nella prima era davvero un personaggio spaventoso, detentore di discreto potere magico ma soprattutto un genio tattico in grado di tenere sotto controllo la più grande associazione criminale di Faerun. E non parliamo delle risorse di cui dispone!

Sempre in Forgotten Realms, e nello specifico nelle terre di Bloodstone, ho sempre adorato i tre mostruosi campioni del male – Banak il sacerdote di Orcus, Timoshenko il generale guerriero macellaio, e il gelido Knellict l’arcimago. E ovviamente, l’ex mago rosso di Thay e uno dei maghi più potenti della storia – Zhengyi il Re-Stregone di Vaasa. Certo sono legati a un ciclo temporale preciso, ma li trovo particolarmente iconici.

Se parliamo di Greyhawk, è ovvio che l’antagonista per eccellenza sia Iuz, ma ci sono diversi NPC che potrei citare nelle mie preferenze, se devo citarne un paio direi il Mago della Valle e Artur Jakartai di Crystalreach. Ma anche Ivid V, l’Imperatore Folle. E tanti altri, in realtà.

DnD: la sfida dei 30 giorni parte 13

luglio 22, 2013 § 1 Commento

Day 13: trappola o indovinello preferito

Dragon's Lair

Dragon’s Lair

Questa domanda mi sembra un pelino troppo “terza edizione”, ma cercherò di rispondere lo stesso. Se penso a trappole e trabocchetti in un’ambientazione fantasy non possono che venirmi in mente il film Labyrinth e il videogame Dragon’s Lair. Ho perso il conto di quante trappole ho copiato da quel gioco e da quel film! Se dovessi comunque citare una sola trappola “per eccellenza” posso dire che sono sempre stato affascinato dalle scacchiere. Qualsiasi variante della scacchiera dalla classica miniaturizzazione dei pg all’altropomorfizzazione dei pezzi rappresenta spacca!

DnD: la sfida dei 30 giorni parte 12

luglio 22, 2013 § 1 Commento

Day 12: luogo o tipologia di dungeon preferiti

Entrata del Dungeon

Entrata del Dungeon – Russ Nicholson

Dopo un primo momento di esitazione  rispondere a questa domanda mi è venuto piuttosto semplice. Talmente semplice che risponderò con un piccolo elenco di preferenze – così “per rompere i coglioni”.

Dunque come ambientazione in genere, il dungeon rimane il dungeon. In particolare il classico dungeon fatto di lastre di pietra grigie e corridoi divisi da cancellate di metallo arrugginito. Sono fighi anche i cunicoli naturali e quelle robe un po’ lisergiche come tunnel di specchi, vetro, carne ecc. ma i buoni vecchi dungeon di pietra con i cunicoli larghi tre metri e con gli angoli in perfetta linea retta sono imbattibili. Il maestro Nicholson rappresenta qui su un esempio del dungeon perfetto, seppure aggiungere qui e li un qualche “cresset” con delle torce (tra parentesi, la traduzione di cresset? Forse “gabbia portatorcia”?).

Seconda ambientazione preferita: il villaggio alto-medievale con strade di fango, questuanti malati di peste, frati imbroglioni, piccoli diavoli nascosti nelle stalle e nei campi ecc. Il cosiddetto low-fantasy magari in parte ispirato da Lupo Solitario e Das Schwarze Auge (e indirettamente anche da Warhammer) sicuramente è stato il nostro setting prescelto ben prima dell’arrivo di Martin e di Westeros. E così sia.

Terzo, i piani di esistenza. E non parlo di Planescape, ma di quella roba indefinita a mezza via tra “Doctor Strange” o i primi albi cosmici di Kirby/Lee e “il Fantastico Mondo di Paul”, quei viaggi assurdi tra i gironi Danteschi e mostruosità alla Chtulhu. Qualcosa, qui e li, negli anni si è visto. Purtroppo non è stato mai esplorato fino a fondo.

Per chiudere citerei l’ambientazione Germanico/Scandinava perfettamente rappresentata da Anderson ne “La Spada Spezzata” o nel videogioco Rune è stata ampiamente sfruttata al nostro tavolo di gioco, comprese un paio di campagne interamente ambientate in un mondo fittizio di stampo norreno con elementi fantasy.

 

DnD: la sfida dei 30 giorni parte 11

luglio 19, 2013 § 1 Commento

Day 11: Avventura arbitrata preferita

Black Flames

Black Flames

Vento e Fiamme, l’attuale campagna di Greyhawk, è una sintesi di tutte le vecchie partite giocate in questa ambientazione dal 1990 a fine 2000. Sono presenti tutti i personaggi ricorrenti presi da vecchie sedute ecc. insomma è una grande opera che raccoglie tutto lo scibile mai prodotto negli anni. E’ un po’ il mio gioiello e ci sono particolarmente affezionato.

La Canzone Perduta di Erinthreul invece è stato per lo più un becero esercizio di stile. Un grande canalone railroad infarcito di citazioni gamistiche scritto appositamente per un’avventura 1:1 per un amico. C’era dentro un po’ di tutto, sbilanciato ai massimi livelli, ma nell’insieme ci sono affezionato.

Se parliamo di moduli pubblicati ufficiali, forse uno degli esperimenti a mio avviso più riusciti è stata un’avventura mediocre per Dark Sun: Black Flames, prima di quella che sarebbe dovuto essere un ciclo di 4 avventure ma interrotte causa arrivo di Planescape (vedi episodi precedenti). Giocare quel modulo fu qualcosa di speciale perchè il gruppo era molto affiatato e volevamo spingere ai limiti del possibile tutta la componente storytelling/interpretativa del gioco. Preparavo ogni seduta con cura, studiando quello che i personaggi averebbero mangiato giorno per giorno, descrivendo minuziosamente i villaggi riarsi dal sole e la desolazione senza speranza di un mondo morente. Credo ci fosse qualcosa di speciale in quelle avventure, fu un bel periodo, benedetto da quello che in musica si dice “having it”.

Altre avventure particolarmente riuscite furono moduli pescati da Dragon Magazine (impossibile non citare la mia preferita “Threshold of Evil” di Scott Bennie che è anche uno dei miei scrittori preferiti in assoluto, ma anche “A Rose For Talakara“).

Per concludere sto arbitrando proprio in questo periodo due moduli che ho voluto arbitrare da tutta la vita – Queen of the Spiders e Temple of Elemental Evil. Gran periodo, gran periodo!

DnD: la sfida dei 30 giorni parte 10

luglio 18, 2013 § 1 Commento

Day 10: La cosa più folle che ti sia capitato di vedere (al gruppo/al personaggio/ai giocatori ecc.)

Tomellatori

Tomellatori

Per rispondere a questa domanda ci ho messo un po’.

Nei LARP (non che ne abbia mai seguito né giocato uno) di follia se ne vede, e tanta.

Se però scendiamo nel mondo di gioco tradizionale pen & paper ricordo almeno un paio di avventure completamente folli e senza filo conduttore. Erano per lo più esercizi di stile del DM che si divertiva a farci impazzire. Non parlerò nemmeno di quelle.

Forse la cosa più inspiegabile che mi sia mai capitata avvenne una sera al tavolo di gioco durante una partita a Warhammer Fantasy Roleplay. Ricordo che non riuscivo in nessun modo a superare il 30% con i dadi percentuale. Dopo una decina di tiri sfigati, decisi di prendere un foglio a quadretti e cominciare a registrarli per fare un grafico dell’andamento statistico. Alla fine della seduta rilanciai i dadi tante volte quante servivano per arrivare a 100. La curva era una iperbole quasi perfetta di tipo [y = ax , 0 < a < 1], contraria a qualsiasi logica matematica esistente. Non capisco ancora come gli altri potessero essere così tranquilli, io mi sentivo collassare come se stesse esplodendo il mondo!

Sfighe e culi a parte, anche alcune “tomelle” o “maliziose male-interpretazioni delle regole a favore del giocatore”  sono rimaste negli annali e sfioravano l’incredibile – come il tizio che si sforzava di spiegare che la spada Frost Brand (seconda edizione)… beh leggiamo cosa dice il DMG della 2 edizione

Sword+3, Frost Brand, +6 vs. fire-using/dwelling creatures: This sword always provides a +3 bonus. The +6 bonus takes effect against creatures that use fire or live in fiery environments. The weapon does not shed any light, except when the air temperature is below 0 degrees F. It does give special benefits against fire, for its wielder is protected as if he were wearing a ring of fire resistance.
The frost brand sword also has a 50% chance of extinguishing any fire into which its blade is thrust. This power extends to a 10-foot radius—including a wall of fire but excluding a fireball, meteor swarm, or flame strike.

Il nodo della discussione è evidenziato: fire using/dwelling creatures. Secondo questo mio amico la spada dei ghiacci per eccellenza era stata studiata per essere un nemico spaventoso delle creature che usano il fuoco e che ABITANO. Secondo lui infatti “fire using/dwelling” voleva dire fire using O dwelling, e non fire using o fire-dwelling. In quel modo poteva godere dei bonus maggiori contro tutti coloro che ABITANO. Fantastico. Credo che nessuno possa far di meglio.

Devo dire però anche che ho anche visto amicizie rompersi e persone arrivare alle mani al tavolo di gioco. Se non è roba incredibile questa…

DnD: la sfida dei 30 giorni parte 9

luglio 17, 2013 § 2 commenti

Day 9: Personaggio preferito che non hai giocato

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La domanda è ambigua, ma se parliamo di personaggi che ho generato e che non ho avuto mai modo di giocare, è difficile rispondere. Come DM ho introdotto diversi personaggi come NPC, spesso prendendo spunto da concept di personaggi da me giocati (o mai giocati) in precedenza. Uno che non ho avuto modo di giocare era un paladino di livello altissimo, greve e rude nei modi, dedicato alla distruzione di draghi non-morti. Concept epico, difficile da rendere tramite statistiche di gioco. Ricordo che feci un write up ai tempi della seconda edizione. Altri personaggi nel cassetto non ne ricordo.