Aggiornamento 2016

febbraio 19, 2016 § Lascia un commento

Gli anni passati qui o sul mio blog personale ho scritto piccoli aggiornamenti sulle nostre attività al tavolo da gioco, eccomi qui dopo mesi per un breve riassunto che serve probabilmente più che a voi :D.

Qui sul blog dei Discepoli avevo ipotizzato di scrivere alcuni articoli a tema Greyhawk, ambientazione classica ma che non ha, parebbe, ottenuto molta visibilità qui in Italia almeno, dalla chiusura ufficiale della linea con l’arrivo della terza edizione di D&D (seppure di quando in quando è stata rispolverata sui numeri digitali di Dragon). Ce ne sono un paio quasi pronti, in bozza almeno :D. In questi articoli parlo di regioni e luoghi precisi di Greyhawk ma non mi voglio limitare ad aree geografiche (parlerei anche di peronalità, organizzazioni, materiale “apocrifo” ecc. ditemi un po’ se vi interessa qualcosa di particolare.

Il problema è che ultimamente sto un po’ scarico sul fronte GDR. Abbiamo ripreso un mesetto fa la lunghissima campagna di Vento e Fiamme (sempre Greyhawk) che però ha visto uno stop dopo giusto un paio di sessioni nel 2016. L’idea per il futuro è quella di tagliare tantissimo sulle side quest e di andare al sodo concentrandoci solo sulla/e “main”. Secondo i miei calcoli a gennaio siamo arrivati alla fine del secondo arco (su cinque) in diversi anni di gioco. Siccome è ora di cominciare a tirar le fila, mi ripropongo di chiudere il terzo entro il 2016.

In parallelo sta avanzando anche Age of Worms, arrivata alla 3 parte. L’ho adattata per la 5E e ha come protagonisti NPC di Vento e Fiamme che sono anche PC storici di due giocatori. Si tiene contemporaneamente all’altra campagna per cui si sono diversi scambi di informazioni tra le due (nonché un imminente scambio di personaggi). Ovviamente parte delle avventure sono state riscritte per includere il background storico dell’ambientazione ecc.

Altra carne al fuoco

Innanzitutto m’è passato per la mente di girare qualche video per YouTube. Ne ho pubblicati un paio (ce ne sarà un terzo) su un software che uso molto spesso ultimamente: Realm Works.

Non è escluso che ne farò altri. Su quali argomenti non ho ancora idee ben chiare ma ovviamente si parlerà di GDR.

Altri sistemi

Siccome sono in periodo di ricarica ma non voglio abbandonare il tavolo da gioco ho voluto rispolverare il vecchio sistema delle one shot, ovvero alternare piccole avventure autoconclusive da portare a termine in un numero ridotto di sedute per testare anche nuovi regolamenti e ambientazioni.

Day of the Destroyer (di Scott Bennie, Champions)

Avventura per Champions (scritta per 4E, giocata con 5E con conseguente cambio di anno e setting) e giocata da due soli giocatori – questo perchè Champions è Champions e cuoricini vari ecc. ecc. Voglio sempre avere un’avventura che usi Hero System di backup, sia essa super-eroistica, fantasy, sci-fi o altro.

Mad God’s Key (di Jason Buhlman, DnD5E)

Avventurina ambientata a Greyhawk con sistema D&D 5E e conclusasi con un quasi-TPK. Il nano guerriero s’è stabilizzato sulle rive di un lago sotterraneo in mezzo ai corpi degli amici fatti a pezzi da scheletri animati. Svegliatosi, se l’è data giustamente a gambe.

Aetas Corintia (Savage Worlds)

Un amico ha scritto qualhe miliardo di pagine per un’ambientazione ucronica/steampunk ambientata a fine ‘800 chiamata Aetas Corintia e ci ha chiesto di fare il playtest. In particolare siccome il sistema per cui è stata scritta è Savage Worlds, per lo più stiamo testando il sistema di gioco. Lo conoscevo in parte, finora mi pare veloce e funzionale, snello come molti dei sistemi di nuova generazione. E’ possibile che vedrete il setting anche pubblicato ufficialmente qui in Italia, il materiale che abbiamo visto è tanto.

Le ventiquattrore (?)

E poi ci saranno le due solite 24h. Ancora non si è discusso di cosa-quando, ma l’appuntamento è immancabile. Nel caso posterò foto/videoz qui 😀

Altro

Ho voglia di tornare un po’ al crunch di Pathfinder anche se so già che ne sarò disgustato in tempo record, però d’altronde anche la panna montata mi fa lo stesso effetto. Due cucchiai e poi ho la nausea. Però non significa che non mi faccia gola di quando in quando, ecco. In particolare siccome ho praticamente tutto lo scibile su Rise of the Runelords compresa la versione deluxe, carte, dadi, minis/pawn ecc. e m’è tornata voglia di usare Hero Lab e Realm Works in maniera spinta, per me questo è anche terreno per un buono stress test. Come verrebbe un’avventura di questo tipo giocata con tutti i crismi e tutti gli accessori immaginabili? Vedremo, vedremo.

Oltre a questo, se non mi nauseo subito con Pathfinder, potrei considerare di provare la prima avventura di qualche altra Adventure Path (Wrath of the Righteous e i mythic tier o Jade Regent) o addirittura riprendere Forgotten Realms (forse con AD&D stavolta?), o una one shot in Planescape o Dark Sun (magari con Hero?) che sono due setting che ho molto amato in passato.

Ancora non ho idee chiare per il dopo. Può anche darsi che mi torni l’energia e che riprenda la campagna di Greyhawk. Per quest’anno lasciamo tutto al caso. Vedremo, vedremo.

Miniature predipinte Paizo e Rise of the Runelords

settembre 14, 2012 § Lascia un commento

Oggi facciamo quallo che in gergo chiamano l'”unboxing” di questa nuova serie di miniature prepainted della Paizo anche se tecnicamente il box l’ho già aperto due giorni fa. Sta settimana mi è difatti arrivato direttamente dagli USA questo pacchettino rettangolare contenente un blister con all’interno cinque miniature legate al tema di Rise of the Runelords (aka “Ascesa dei Signori delle Rune”, tradotta – credo – in Italia dai soliti pizzaioli). RotRL è una campagna (opps. “Adventure Path”) costituita da sei avventure correlate che coincidentalmente sono state anche la prima avventura pubblicata dalla Paizo nella loro fortunata linea editoriale. Quest’anno difatti la Paizo festeggia il decimo anniversario (ci sono sul loro blog post approfonditi su tutti gli anni della casa editrice) e ha deciso di ripubblicare le sei avventure espanse e covertite a Pathfinder RPG in un un unico enorme librone di prestigio. Non potendo sistematicamente resistere alle peggio cazzate, ho prenotato la versione deluxe dell’avventurona (che tra l’altro come aggravante possiedo già) che dovrebbe essermi spedita a Novembre. La versione “deluxe” è tecnicamente identica a quella standard ma con una copertina bordata di METALLO con tanto di meccanismo di chiusura funzionante. Ho scorso un po’ l’interno dell’avventura su Youtube, e che dire, la qualità dei loro prodotti è sempre stellare.

Due cose mi hanno lasciato un po’ perplesso però, ovvero il costo stratosferico del PDF (piu di 40 dollari se non ricordo male) e il fatto che noi stronzi che abbiamo prenotato la versione deluxe da 100 e passa euri dobbiamo aspettare Novembre per poter vedere com’è fatta dentro. Cioè, io avrei anche accettato di farmi billare la carta di credito il mese scorso, scaricarmi il PDF, e ricevere il cartaceo a tempo debito. Ma non si può fare, no no. Torrent mon amour, ve la siete voluta voi.

Così per concludere, Rise of the Runelords è diventata un po’ il leitmotif dell’anniversario. Paizo ha deciso di ricamarci attorno con un bel po’ di prodotti accessori. Io che non so resistere alle tentazioni, qualcosina ho ceduto a prenderla, tra cui queste nuove miniature predipinte. Ci sono poi anche le “face cards” con i volti degli NPC incontrati in campagna, set di dadi, item cards con le illustrazioni di alcuni oggetti magici e non incontrati in avventura, ecc. La lista completa la potete trovare in questo blog che è sicuramente più autorevole del mio.

Per inciso un motivo per cui ho deciso di seguire queste meschine operazioni commerciali è perchè la campagna me la sono letta cover to cover e mi è anche piaciuta molto oltre averla anche giocata per un terzo. Non soltanto è appassionante e ben scritta, per quanto un po’ caotica, ma si è evoluta davvero in maniera superba nelle messageboards della Paizo, dove diversi gruppi hanno raccontato le loro esperienze e l’hanno arricchita con tonnellate di materiale amatoriale (spettacolare il prequel in cui i personaggi giocano adolescenti a caccia di un serial killer, in stile “Goonies”). Come accennato, a suo tempo riuscii a giocare le prime due avventure, ma per mancanza di tempo la campagna si è interrotte proprio prima della terza, che tra l’altro è la mia preferita (qui il post e qui il registro d’avventura). Non escludo che in futuro possa decidere di giocarla di nuovo, o continuare quella “in progress”, chissà.

Torniamo alle mini. Ecco qui sotto la scatola. In complesso direi di avere avuto un po’ di sfiga (non che abbia intenzione di sfidare la fortuna comprando 1000 blister per completare la collezione, visto che si è trattato per lo più un esperimento): la figura large è un misero ed anonimo yeti utile piu o meno verso la fine della campagna. Stessa cosa dicasi per il denizen of Leng, una sorta di razza Lovecraftiana che abita in una città in rovina credo nella penultima o nell’ultima avventura (fra parentesi, immagino che ne serviorebbe ben piu di una sola). Il redcap è altresì anonimo, piccolo e formalmente abbastanza inutile, oltre ad avere colori totalmente sbavati (su una mini così minuscola si nota). Sono stato contento per la mini di Orik, un NPC che anche nella nostre sessioni si era poi associato al gruppo, e i cui parenti appaiono praticamente in tutte le adventure path ambientate in Varisia (Shattered Star, Second Darkness, Rise of the Runelords e credo anche in Curse of the Crimson Throne).

Altre spese per queste miniature non ne ho previste ma se dovessi trovarle in un qualche negozio in zona senza dover sborsare 20 euro per un blister probabilmente proverei a prendermene qualcun’altro, cosi per dar colore nel caso dovessi riuscire ad arbitrare di nuovo la campagna. Il fatto che sono prepainted per me è fondamentale, non ho la pazienza di mettermi li e colorare le miniature per diversi motivi, non ultimo il fatto che le ritengo piuttosto inutili e anzi spesso sono uno dei motivi per cui il gioco divaga dal “ruolisimo” per virare verso l’effetto “boardgame” (un po’ piu diffficile tomellare sui centimetri in un incontro solo descritto). Non lo nascondo: le mini non mi piacciono. Considero il GDR molto piu interessante quando si può visualizzare una scena nella propria immaginazione che non rappresentata approssimativamente su un tabellone, pensate solo all’atmosfera, ai vari suoni e alle luci, al gelo e al feeling di sovrannaturale. Certo che, Rise of the Runelords e soprattutto il sistema Pathfinder, danno il loro meglio quando si posizionano le mini in plancia. E’ anche il grande limite del sistema, a mio avviso.

Rise of the Runelords aka “L’Ascesa dei Signori delle Rune”

settembre 17, 2009 § 1 Commento

rotr-boMi rifiuto di riscrivere l’articolo perchè wordpress ha perso la revisione.

Comunque, è partita una nuova campagna,

Dove sono?

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