Miniature predipinte Paizo e Rise of the Runelords

settembre 14, 2012 § Lascia un commento

Oggi facciamo quallo che in gergo chiamano l'”unboxing” di questa nuova serie di miniature prepainted della Paizo anche se tecnicamente il box l’ho già aperto due giorni fa. Sta settimana mi è difatti arrivato direttamente dagli USA questo pacchettino rettangolare contenente un blister con all’interno cinque miniature legate al tema di Rise of the Runelords (aka “Ascesa dei Signori delle Rune”, tradotta – credo – in Italia dai soliti pizzaioli). RotRL è una campagna (opps. “Adventure Path”) costituita da sei avventure correlate che coincidentalmente sono state anche la prima avventura pubblicata dalla Paizo nella loro fortunata linea editoriale. Quest’anno difatti la Paizo festeggia il decimo anniversario (ci sono sul loro blog post approfonditi su tutti gli anni della casa editrice) e ha deciso di ripubblicare le sei avventure espanse e covertite a Pathfinder RPG in un un unico enorme librone di prestigio. Non potendo sistematicamente resistere alle peggio cazzate, ho prenotato la versione deluxe dell’avventurona (che tra l’altro come aggravante possiedo già) che dovrebbe essermi spedita a Novembre. La versione “deluxe” è tecnicamente identica a quella standard ma con una copertina bordata di METALLO con tanto di meccanismo di chiusura funzionante. Ho scorso un po’ l’interno dell’avventura su Youtube, e che dire, la qualità dei loro prodotti è sempre stellare.

Due cose mi hanno lasciato un po’ perplesso però, ovvero il costo stratosferico del PDF (piu di 40 dollari se non ricordo male) e il fatto che noi stronzi che abbiamo prenotato la versione deluxe da 100 e passa euri dobbiamo aspettare Novembre per poter vedere com’è fatta dentro. Cioè, io avrei anche accettato di farmi billare la carta di credito il mese scorso, scaricarmi il PDF, e ricevere il cartaceo a tempo debito. Ma non si può fare, no no. Torrent mon amour, ve la siete voluta voi.

Così per concludere, Rise of the Runelords è diventata un po’ il leitmotif dell’anniversario. Paizo ha deciso di ricamarci attorno con un bel po’ di prodotti accessori. Io che non so resistere alle tentazioni, qualcosina ho ceduto a prenderla, tra cui queste nuove miniature predipinte. Ci sono poi anche le “face cards” con i volti degli NPC incontrati in campagna, set di dadi, item cards con le illustrazioni di alcuni oggetti magici e non incontrati in avventura, ecc. La lista completa la potete trovare in questo blog che è sicuramente più autorevole del mio.

Per inciso un motivo per cui ho deciso di seguire queste meschine operazioni commerciali è perchè la campagna me la sono letta cover to cover e mi è anche piaciuta molto oltre averla anche giocata per un terzo. Non soltanto è appassionante e ben scritta, per quanto un po’ caotica, ma si è evoluta davvero in maniera superba nelle messageboards della Paizo, dove diversi gruppi hanno raccontato le loro esperienze e l’hanno arricchita con tonnellate di materiale amatoriale (spettacolare il prequel in cui i personaggi giocano adolescenti a caccia di un serial killer, in stile “Goonies”). Come accennato, a suo tempo riuscii a giocare le prime due avventure, ma per mancanza di tempo la campagna si è interrotte proprio prima della terza, che tra l’altro è la mia preferita (qui il post e qui il registro d’avventura). Non escludo che in futuro possa decidere di giocarla di nuovo, o continuare quella “in progress”, chissà.

Torniamo alle mini. Ecco qui sotto la scatola. In complesso direi di avere avuto un po’ di sfiga (non che abbia intenzione di sfidare la fortuna comprando 1000 blister per completare la collezione, visto che si è trattato per lo più un esperimento): la figura large è un misero ed anonimo yeti utile piu o meno verso la fine della campagna. Stessa cosa dicasi per il denizen of Leng, una sorta di razza Lovecraftiana che abita in una città in rovina credo nella penultima o nell’ultima avventura (fra parentesi, immagino che ne serviorebbe ben piu di una sola). Il redcap è altresì anonimo, piccolo e formalmente abbastanza inutile, oltre ad avere colori totalmente sbavati (su una mini così minuscola si nota). Sono stato contento per la mini di Orik, un NPC che anche nella nostre sessioni si era poi associato al gruppo, e i cui parenti appaiono praticamente in tutte le adventure path ambientate in Varisia (Shattered Star, Second Darkness, Rise of the Runelords e credo anche in Curse of the Crimson Throne).

Altre spese per queste miniature non ne ho previste ma se dovessi trovarle in un qualche negozio in zona senza dover sborsare 20 euro per un blister probabilmente proverei a prendermene qualcun’altro, cosi per dar colore nel caso dovessi riuscire ad arbitrare di nuovo la campagna. Il fatto che sono prepainted per me è fondamentale, non ho la pazienza di mettermi li e colorare le miniature per diversi motivi, non ultimo il fatto che le ritengo piuttosto inutili e anzi spesso sono uno dei motivi per cui il gioco divaga dal “ruolisimo” per virare verso l’effetto “boardgame” (un po’ piu diffficile tomellare sui centimetri in un incontro solo descritto). Non lo nascondo: le mini non mi piacciono. Considero il GDR molto piu interessante quando si può visualizzare una scena nella propria immaginazione che non rappresentata approssimativamente su un tabellone, pensate solo all’atmosfera, ai vari suoni e alle luci, al gelo e al feeling di sovrannaturale. Certo che, Rise of the Runelords e soprattutto il sistema Pathfinder, danno il loro meglio quando si posizionano le mini in plancia. E’ anche il grande limite del sistema, a mio avviso.

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