DnD: la sfida dei 30 giorni parte 10

luglio 18, 2013 § 1 Commento

Day 10: La cosa più folle che ti sia capitato di vedere (al gruppo/al personaggio/ai giocatori ecc.)

Tomellatori

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Per rispondere a questa domanda ci ho messo un po’.

Nei LARP (non che ne abbia mai seguito né giocato uno) di follia se ne vede, e tanta.

Se però scendiamo nel mondo di gioco tradizionale pen & paper ricordo almeno un paio di avventure completamente folli e senza filo conduttore. Erano per lo più esercizi di stile del DM che si divertiva a farci impazzire. Non parlerò nemmeno di quelle.

Forse la cosa più inspiegabile che mi sia mai capitata avvenne una sera al tavolo di gioco durante una partita a Warhammer Fantasy Roleplay. Ricordo che non riuscivo in nessun modo a superare il 30% con i dadi percentuale. Dopo una decina di tiri sfigati, decisi di prendere un foglio a quadretti e cominciare a registrarli per fare un grafico dell’andamento statistico. Alla fine della seduta rilanciai i dadi tante volte quante servivano per arrivare a 100. La curva era una iperbole quasi perfetta di tipo [y = ax , 0 < a < 1], contraria a qualsiasi logica matematica esistente. Non capisco ancora come gli altri potessero essere così tranquilli, io mi sentivo collassare come se stesse esplodendo il mondo!

Sfighe e culi a parte, anche alcune “tomelle” o “maliziose male-interpretazioni delle regole a favore del giocatore”  sono rimaste negli annali e sfioravano l’incredibile – come il tizio che si sforzava di spiegare che la spada Frost Brand (seconda edizione)… beh leggiamo cosa dice il DMG della 2 edizione

Sword+3, Frost Brand, +6 vs. fire-using/dwelling creatures: This sword always provides a +3 bonus. The +6 bonus takes effect against creatures that use fire or live in fiery environments. The weapon does not shed any light, except when the air temperature is below 0 degrees F. It does give special benefits against fire, for its wielder is protected as if he were wearing a ring of fire resistance.
The frost brand sword also has a 50% chance of extinguishing any fire into which its blade is thrust. This power extends to a 10-foot radius—including a wall of fire but excluding a fireball, meteor swarm, or flame strike.

Il nodo della discussione è evidenziato: fire using/dwelling creatures. Secondo questo mio amico la spada dei ghiacci per eccellenza era stata studiata per essere un nemico spaventoso delle creature che usano il fuoco e che ABITANO. Secondo lui infatti “fire using/dwelling” voleva dire fire using O dwelling, e non fire using o fire-dwelling. In quel modo poteva godere dei bonus maggiori contro tutti coloro che ABITANO. Fantastico. Credo che nessuno possa far di meglio.

Devo dire però anche che ho anche visto amicizie rompersi e persone arrivare alle mani al tavolo di gioco. Se non è roba incredibile questa…

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§ Una risposta a DnD: la sfida dei 30 giorni parte 10

  • solidtom ha detto:

    Credo che nel nostro caso le assurdità più ovvie siano tutte situaizoni in cui ci siamo cacciati volontariamente con le nostre mani, precipuamente collegate al nostro power playing giovanile.

    I nostri personaggi della mitica campagna “La Compagnia degli Eroi” (anni 1993-1994) ambientata in una Terra di Mezzo che di tolkieniano aveva ben poco, percorsa com’era da juggernatut meccanici di 30 metri d’altezza e invasa da orde di mostri crostacei ripresi par pari dalle carte di Magic che allora spopolavano, erano talmente potenti che nell’immancabile finale epico della campagna (che ebbe persino una “reprise” in stile “immortal” che però durò solo due sessioni per l’evidente ingestibilità) erano praticamente invincibili.

    Uno di loro lanciava strali di ghiaccio da un arco incantato alla velocità di una mitragliatrice m134 Vulcan. Ciascuno dei dardi esplodeva in una sfera di ghiaccio e pertanto queste sfere andavano a sovrapporsi le une con le altre danneggiando decine di volte la stessa zona in un solo round.

    Un’altro aveva un’ascia infuocata, una forza capace di fargli arrestare il suddetto juggernaut di 3.000 tonnellate con un pugno e un’armatura che lo rendeva invulnerabile – o quasi.

    Un’altro poteva fermare il tempo e muoversi liberamente mentre tutti erano “congelati”, e scatenare una tempesta di fulmini per poi dirigerli provvidenzialmente sulle capocce degli avversari.

    Un’altro ancora sebbene fosse cieco (era stato accecato da un fulmine lanciato da un “Cavaliere del Tuono” ispirato al personaggio di Hurl de “Le Cronache delle Contrade Dimenticate” di Chevalier/Segur, il mitico fumetto uscito a puntate sulla rivista Kaos) aveva sensi iper-sviluppati stile Daredevil e un martello a due mani capace di provocare terremoti.

    Potrei continuare ma suppongo sia sufficiente a dar l’idea del livello di nerditudine raggiunto. In pratica giocavamo un super-eroistico “mascherato” da high fantasy. We had great times, nonetheless.

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