DnD: la sfida dei 30 giorni parte 7

luglio 15, 2013 § 1 Commento

Edizione preferita

PHB

Oggi me la cavo con poco: non c’è dubbio che la mia edizione preferita di D&D sia Advanced Dungeons & Dragons 1st edition. Semplicemente i tre manuali base sono quanto di più completo e ispirato abbia mai letto in vita mia e ancora oggi sono fonte inesauribile di nuove idee e vecchi ricordi. Ancora oggi trovo sfumature di pensiero dell’autore che non avevo mai colto. Oltretutto sono anche l’ultimo dono di Gygax al mondo di D&D! E’ inevitabile che siano anche per questo motivo dei testi sacri.

Subito dopo in classifica potrei metterci il D&D originale (OD&D o D&D74), per il fascino grezzo e primitivo che aveva, ancora imbrigliato in Chainmail, e infine l’edizione “Mentzer Basic” conosciuta a noi come Scatola Rossa. Quest’ultima per alcuni è un gioco molto diverso dal primo AD&D, ma a mio avviso è una differenza solo apparente. Se scremiamo le tabelle di colore (o “fluff” all’Americana) e qualche ganglio di regolamenti poco chiari come le psioniche e il grappling, non sono poi così regolamenti così diversi. Si tratta di aggiungere in piccolo layer di complessità, ma nulla di paragonabile a mostri come Harn o Rolemaster.

Personalmente non ho mai apprezzato il modo in cui AD&D fu semplificato e riorganizzato nella seconda edizione, anche se è quella che forse ho giocato più di tutte. Nello scrivere questa nuova riedizione dell’avanzato il team di sviluppatori pare abbia dato un grosso colpo di spugna all’ispirazione Gygaxiana. Hanno rimosso completamente l’enfasi che il Primo DM aveva dato all’uso di seguaci e alla costruzione di regni, all’esplorazione di un mondo ostile ecc. Sembrava una versione incolore di quella precedente e non solo una riorganizzazione di buon senso come è stato fatto, ad esempio, con Hero 5 edizione. Long ha preso un regolamento abbastanza sparso come Hero e l’ha riorganizzato spaccando il capello in un unico manuale ciclopico. Il punto è che i primi tre manuali di AD&D non erano solo regolamento, anzi. Erano 20% regolamento e 80% suggerimenti e ispirazione, pennellate di un gioco dove i pezzi non combaciano e non devono combaciare perché il buonsenso di chi lo gioca fa da collante. Questa è una cosa che non hanno capito nella seconda, e di conseguenza, si è persa completamente. La terza e la quarta edizone sono una progressione logica di quel che è stato questo errore. AD&D è diventato solo un regolamento. E come regolamento meccanico, ha sempre fatto cagare.

La terza e la quarta edizione, e qui non mi metto a disquisire a fondo, sono fondamentalmente cugini e figli di questo approccio. L’iniziativa creativa viene sostituita da meccaniche forti che diventano un sistema ancor più pulito e bilanciato con l’arrivo della quarta edizione. Comunque sia, è diventato un gioco di number-crunching che si sfoga all’interno di episodi che possiamo chiamare senza vergogna scenari tattici. Nessuno, neppure in Pathfinder, prova a nasconderlo tant’è che le ultime avventure della 3e erano divise in capitoli, ognuno con la sua bella mappina. Paizo vende persino gli adventure mat che sono scenari predipinti su griglie di un pollice.

Con questo non voglio dire che ci sia un’edizione più spinta al roleplaying di altre. Ho sempre sostenuto che il World of Darkness fosse sopravvalutato e che fosse possibile giocare di ruolo con intensità anche con AD&D/D&D o sistemi ancor più pesanti. Il punto è che la terza edizione e la seguente avevano meccaniche che pescavano pesantemente nel GDR. Per mantenere il bilanciamento del gioco, il DM era costretto a creare certe situazioni e i PG erano costretti a fare certe scelte. Non vado piu nel dettaglio, non adesso almeno, ma questo è il succo: AD&D1 era un gioco pieno di lacune, ma le lacune si riempivano con il buonsenso senza spezzare gli equilibri del gioco complessivo. E per chiudere, era anche un gioco molto veloce. Non c’è storia.

Annunci

Tag:,

§ Una risposta a DnD: la sfida dei 30 giorni parte 7

  • solidtom ha detto:

    Ho giocato molto poco a D&D (qualsiasi edizione) per poterlo definire il mio system of choice. Sin dal lontano 1992 sono migrato su MERP prima e Rolemaster poi – e questi due giochi da soli hanno occupato il 95% del mio tempo come master e giocatore.

    Ultimamente però ho avuto un ritorno di fiamma, e mi sono riavvicinato a D&D, sull’onda del movimento OSR (che non condivido completamente ma con il quale mi sento affine).
    Ho così avuto l’occasione di giocare e masterizzare sia D&D BECMI (quello che qui chiamiamo “base”) che AD&D1st edition. Dei due preferisco il primo, per la sua coerenza, semplicità, e per la possibilità di personalizzazione.

    In sostanza, quindi, la mia edizione preferita è il BECMI di Frank Mentzer.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo DnD: la sfida dei 30 giorni parte 7 su I Discepoli della Manticora.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: