DnD: la sfida dei 30 giorni parte 3

luglio 11, 2013 § 1 Commento

Classe giocante preferita

Anche in questo caso credo di aver giocato tutte in un modo o nell’altro tutte le classi almeno per quanto riguarda le prime due edizioni di AD&D (e sistemi contemporanei come il “basico”). Anche se i miei personaggi preferiti appartengono a varie tipologie, nel complesso direi che la mia classe preferita è il guerriero (o “fighter” o “fighting man” nelle edizioni precedenti). La classe del guerriero anche prima dell’avvento dei feat e dei vari orpelli delle edizioni più recenti è sempre stata a mio avviso il benchmark dal quale osservare tutte le altre. Nessun incantesimo da memorizzare, nessuna abilità da sfruttare, solo tu e il tuo personaggio da interpretare e da sviscerare senza legami con meccaniche particolari. E’ una classe “catch all” che nella seconda edizione, prima dell’arrivo dei fantomatici manualetti marroni, incorporava anche i barbari e cavalieri della 1e. C’è qualcosa nella semplicità di questa classe, pura e senza orpelli, che ho sempre trovato irresistibile.

Anche se ho tenuto dozzine di guerrieri negli anni, ci sono altre due classi (sottoclassi per l’esattezza) della 1 edizione alle quali ero ancora più affezionato: il barbaro e il cavaliere (il primo ripreso nella terza edizione nell’incarnazione che tutti conosciamo, il secondo apparso solo di recente in Pathfinder in forma leggermente diversa). Nei primi anni in cui si giocava ad AD&D (1e) il barbaro, quando veniva permesso al tavolo, era sempre stata la mia prima scelta nonostante l’ignobile avanzamento (6.000 xp per passare al secondo livello!!). Il motivo è presto detto dalla combinazione di tre fattori: ero teenager, ero “metallaro”, ero un lettore avido del Conan il Barbaro Comic Art/Corno. Nonostante le critiche (giustificate) sulle profonde iniquità introdotte nell’Unearthed Arcana, non credo che fosse una classe completamente intollerabile. Un mio amico allora DM la permise depotenziandola e equiparandola al ranger, con risultati mediocri. Bah. Al di la della possibilità di colpire creature intaccabili solo da armi magiche non c’erano altre caratteristiche davvero ingiustificabili.

Dopo il mio primo periodo “barbarico”, mi buttai sui Cavalieri che, ammettiamolo, nell’UA erano fortissimi. In realtà non è che mi interessasse tanto il livello di potere della classe, quanto la sua collocazione estetica e storica. Tutta quella roba tipo simboli araldici, onore, dinastie, armature pesanti, grandi opportunità di roleplaying ecc. La classe conteneva un po’ di tutto. Uno dei miei PG storici era proprio un cavaliere LN mutato geneticamente da un lich nei Forgotten Realms. Se un giorno ne avrò voglia ne parlerò su questo blog 🙂

Per chiudere, parliamo dei multiclasse. Due dei miei PG storici sono guerrieri-maghi, entrambi – ovviamente – ispirati ad Elric. Uno di questi è anche di stampo “cavalleresco” quindi combina bene tutti gli elementi estetici/concettuali che predlig(ev)o.

Per chiudere aggiungerei che non ci sono classi (ne’ razze) da me sfavorite. Giocare un druido fu abbastanza complesso (per i forti limiti intrinseci della classe), ma giocando un po’ sugli ethos ho trovato i chierici  tutti piuttosto divertenti da interpretare.

Per un lungo periodo ho tenuto dei maghi, credo perché al tempo conoscevo le regole della 2e in maniera  quasi maniacale (potevo citare paragrafi interi a memoria) e avevo una predilezione per gli incantesimi “strani” che non si memorizzano mai che però tipicamente salvavano il gruppo in situazioni critiche. Trovo tuttora snervante e fastidioso leggere spellbook o spell roster del tipo “magic missile x2, burning hands, melf’s acid arrow , fireball“. Se qualcuno fosse meno pigro e avesse voglia di leggersi tutti gli incantesimi del PHB (parlo della 1-2 edizione perché nella terza è stato tutto riorganizzato e ridefinito al punto da essere meno flessibile, non solo meno arbitrario) si renderebbe conto che i maghi di AD&D non erano solo artiglieria. Quando sento frasi tipo “Che schifo di mago. Di terzo livello non ha memorizzato ne’ fireball ne lightning bolt” mi prudono le mani. Tuttie le classi sono in grado di infliggere danno, non tutte possono imbambolare una folla di persone in procinto di lapidare il ladro del gruppo (cfr. enthrall) senza ferire nessuno.

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§ Una risposta a DnD: la sfida dei 30 giorni parte 3

  • solidtom ha detto:

    Beh, nemmeno a dirlo, anche io Guerrieri uber alles. Fighter, Fighting-man, Warrior, Barbarian, Paladin, Cavalier, Knight. Ma anche Solo, (Space) Marine, Soldier, Armsman, eccetera.

    Trovo che l’intrinseca epicità che risiede nel topos dell’eroe armato solo della sua spada (o lancia, o mazza, o fucile a impulsi M41-A) e del suo coraggio che affronta orde di nemici e ne esce sempre vincitore, anche se ferito e malmesso, sia una delle cose che più apprezzo nel giocare di ruolo.

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