Hommlett (preludio per i giocatori)

giugno 29, 2011 § 1 Commento

Il Villaggio di Hommlett — o piu semplicemente “Hommlett,” come lo chiamano tutti – si trova nella zona centrale delle Flanaess, in quella parte del Continente di Oerik occidentale che è  conosciuto all’umo, e considerato “civilizzato”.

Il piccolo borgo si trova a circa 30 leghe (165 Km) a sud est della cittadina di Verbobonc, sul confine con il territorio controllato dal nobile Lord il Visconte di Verbobonc. E’ situato nei pressi di un crocevia. A nord scorre l’imponente fiume Velverdyva, sulla cui sponda corre parallela la Strada Bassa. Proseguendo per molti giorni di viaggio verso est poi, sulle coste del Lago dalle Profondità Sconosciute (Nyr Dyv), si giunge alla grande città fortificata di Dyvers. Il villaggio di Sobanwych giace circa a metà via su tale strada. Al di sotto di questa, verso sudest e verso est si stende per miglia e miglia la fitta foresta di Gnarley, ed oltre a questa, la Costa Selvaggia, la Baia della Lana e il profondo mare di Gearnat. La strada verso sud poi si biforca dopo una lega circa al di la della piccola comunità. Una diramazione porta alla Costa selvaggia, mentre l’altra serpeggia morbidamente attraverso le Colline minori di Kron verso il villaggio di Ostverk per eventualmente svoltare verso sud di nuovo nel regno elfico di Celene. La tratta occidentale porta nel cuore delle highland degli gnomi, passando attraverso la Greenway Valley a circa un giorno di viaggio di distanza per poi prosegue molto oltre verso le Montagne di Lortmil.

In principio Hommlet non era altro che una fattoria o due, una stazione di posta, e un maniscalco. Con il tempo però la strada portò ad Hommlet un numero sufficiente di viaggiatori e carovane da attrarre artigiani e mercanti, li insediati per servire coloro che erano di passaggio. La stazione di posta divenne una locanda prosperosa, e un carradore si insediò nel villaggio.  Seguirono poi altri contadini ed altri pastori poichè gli animali di passaggio avevano bisogno di foraggio, e la carne degli animali era in grande richiesta presso la locanda. Era un momento di grande prosperità poichè il signore della regione era un muomo moderato, e la mano della tassazione era leggera. Il commercio era buono, e le terre lontane dalle  guerre, dai fuorilegge e dalle belve feroci. La regione era libera, bella, e abbondante – persino troppo, agli occhi di alcuni.

Che il male venne verso occidente da Dyvers (come dice una fazione) o che strisciò al di fuori delle zone boscose limitrofe alla Costa Selvaggia (come asseriscono altri), certo è che il male arrivò. In principio si trattava solo solo alcuni ladri e di un bizzarro gruppo di banditi che infastidivano le carovane dei mercanti. Poi cominciarono ad arrivare piccole bande di umanoidi – coboldi o goblin — che razziarono greggi e mandrie. La miliza locale e i forestali al servizio del Waldgraf di Ostverk all’apparenza arginarono, ma non fermarono, l’espandersi della furfanteria e della malvagità.

Un insieme di baracche e i loro cenciosi abitanti formarono il nucleo del problemi che erano in costante crescita. Fu allora che un crudele chierico fondò una piccola cappella agli dei oscuri. La popolazione di Hommlet tese ad ignorare questo luogo, Nulb, anche se si trovava a sole sei miglia (15 Km) di distanza. La sua posizione fuori mano fu ideale per nutrire indisturbati i loschi piani provienienti da questo insediamento, poichè era ra l’altro situato nei pressi di un fiumiciattolo che defluiva nel Velverdyva.

I folti boschi e gli acquitrini attorno a Nulb divennero le tane e i rifugi per banditi, briganti, ed ogni sorta di uomini malvagi e mostri. La cappella evolse in un maestoso tempio di pietra mentre i fedeli vi facevano scorrere il fiume ininterrotto dei bottini dei loro furti. La gente onesta veniva depredata, saccheggiata, messa in schiavitù, o peggio. In soli tre anni, una fortezza sinistra e minacciosa circondò il luogo malvagio e legioni di creature pregavano gli dei del male, e operavano le loro orribili malefatte al suo interno. I servi del Tempio del Male Elementale resero Hommlet e le terre circostanti per leghe e leghe tutt’attorno una oscena parodia di libertà e bellezza. Il commercio cessò, i raccolti avvizzirono, la pestilenza esalava ovunque il suo fetido alito.

Ma i signori di questo cancro erno ricolmi di sicumera e alterigia, e nel loro orgoglio senza limiti, osarono rivolgersi verso nord per rovesciare i regni buoni che stavano intervenendo per dare un’aiuto alle terre che stavano venendo schiacciate dalla tirannia imposta dal tempio malvagio.

Vi fu una grande battaglia. Quando la gente onesta di Hommlet osservò un fiume di uomini dalle vesti color ocra ed umanoidi feroci fuggire verso sud e verso ovest attraverso la loro comunità, ci fu un grande tripudio, poichè sapevano che gli oppressori erano stati sconfitti e cacciati dal campo di battaglia nel panico e nella sconfitta.

Talmente esteso fu il massacro, e così totale la vittoria del bene sul male, che la roccaforte cinta da mura del Tempio del Male Elementale cadde nel corso di una sola notte, nonostante la presenza di un mostruoso demone. La roccaforte era in rovina e sigillata contro qualsiasi possibile ritorno di tali abomini grazie a potenti benedizioni e magie bianche.

La vita ad Hommlet tornò rapidamente ad assomigliare a quella che era prima dell’ascesa del tempio. Per i cinque anni seguenti, il villaggio e le terre circostanti divennero più prospere che mai. Un mostruoso troll che terrorizzò le campagne per un breve periodo fu stato cacciato ed ucciso da un gruppo di avventurieri di passaggio. Gli avventurieri tornarono al vollaggio portando con loro le ceneri della bestia e una piccola fortuna. Prima di muoversi altrove, gli avventurieri lasciarono parte del bottino al villaggio affinchè venisse ripagato delle perdite subite.

Altri avventurieri, avendo sentito del male che un tempo risiedeva nell’area, accorsero per cercare altri tesori, e diversi di loro trovarono ricchezze nelle tane e nei rifugi remoti. Alcuni di loro poi, non tornarono per nulla.

Dopo un po’, gli avventurieri smisero di accorrere nella zona. Sembrava che nessun mostro fosse rimasto ancora da uccidere, e che non ci fosse più un filo di malvagità da stroncare. I paesani trassero un respiro collettivo – alcuni di loro addolorati dalla mancanza di introiti, ma molti altri sollevati nel tornare ad una vita tranquilla e normale – e Hommlet tornà alla vita calma e priva di eventi per altri quattro anni.

Infine, l’anno scorso, alcuni banditi cominciarono a riapparire di nuovo nelle strade – non di frequente, ma con una certa brutale efficacia. Per la buona popolazione di Hommlet, questo apparve persino troppo familiare. Inviarono così parola al Visconte, avvisandolo che forze malvage potevano ancora nascondersi nei dintorni. La notizia attrasse stranieri al villaggio ancora una volta. Chi e cosa questi uomini siano, nessuno lo sa con certezza. Tutti pretendono di essere uomini d’arme, volti a uccidere mostri e a portar pace e sicurezza ad Hommlet; ma le azioni parlano piu chiaramente delle parole, e le bugie spesso nascondono le vere intenzioni dei malevolenti.

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