Ritorno al Fiume Sciabola

agosto 31, 2010 § 2 commenti

Ormai non è più un segreto il nostro irrefrenabile entusiasmo per le avventure “datate”. Ai nostri occhi stanchi questi vecchi moduli non erano solo piu belli “graficamente” (le illustrazioni! Oh le illustrazioni!!), ma nella loro semplicità erano anche più affascinanti, piu stimolanti. Avventure come The Village of Hommlet, o La Città Perduta rimangono per noi classici senza tempo. Persino avventure sconfusionate e piene di falle, come Egg of the Phoenix o l’epocale Bloodstone saga hanno a mio avviso un potenziale di giocabilità immenso. Purtroppo questi grandi classici spesso sono difficilmente convertibili alle nuove edizioni. Non è solo questione di meccaniche o di bilanciamento (i giganti di D&D 3.5 sono decisamente piu insidiosi di quelli di AD&D1 E), ma bisogna prendere atto che la mentalità stessa dei giocatori di oggi è molto diversa di quella di noi pionieri che giocavamo a D&D già nei primi anni ’80. Avventure che un tempo richiedevano giorni di gioco oggi spesso sono risolte in poche ore. Il gioco si è evoluto, e anche il norstro cervello è diventato forse piu raffinato. Fatto sta che quale che sia la ragione, nessuno piu si sogna di scrivere un dungeon brulicante di troll e goblin senza pensare a cosa potrebbero mangiare, o a perchè l’ecosistema nel caso il cibo non fosse disponibile, non è collassato da tempo.

Nonostante tutti questi difetti però, le avventure di oggi, salvo qualche piccola meraviglia, sono spesso insipide.Verrebbe quasi la voglia di prendere una qualche avventura classica e provare a farne un “remake”, come al cinema. Piu dettagliato, piu ricercato, ma fedele allo spirito originale. Magari espanderla anche, oltre che convertirla e dettagliarla. O provare a scrivere un “return to”, ipotizzando come potrebbero essere evolute certe location nel corso dei 20-30 anni di gioco che sono trascorsi dalla pubblicazione originaria. Sbilanciandosi per bene, si potrebbero scrivere le nuove statistiche per piu di un sistema. O addirittura scrivere un po’ di fiction.

Ecco perchè da qualche mese stiamo collaborando, a pezzi e bocconi, ad un piccolo progetto che vuole essere non solo un esercizio di stile, ma anche un tributo ai primi moduli di Dungeons & Dragons, quello che molti chiamano (erroneamente) il D&D originale, il “basico” o “la scatola rossa”. Detto tributo è piu propriamente legato alla scatola verde di quei 5 mitici set, il cosiddetto Companion: stiamo difatti ricopiando con cura un vecchio modulo, “Sabre River” (uscito in Italia come “Il Fiume Sabre”), in un sistema di pagine di ipertesto collegate tra di loro, in modo simile a quanto sta facendo Monte Cook nel suo Dungeonaday.  Il processo è lento e spesso ci si ferma anche per settimane, ma finora è rimasto un progetto vivo. Una volta ricopiato il testo, sarà nostra premura espanderlo e convertire il modulo nel nuovo regolamento Pathfinder (per cominciare, si ipotizza già una versione per Rolemaster).

Ecco una piccola preview del progetto: http://ilfiumesabre.wikidot.com/

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§ 2 risposte a Ritorno al Fiume Sciabola

  • Alessio ha detto:

    Ciao, ho letto tutto d’un fiato il tuo post, sono quasi completamente d’accordo con te 🙂
    Finalmente sono riuscito a tornare a giocare all’ad&d 2e dopo qualche anno di scassamento di palle con vampire the masquerade e prima ancora con d&d 3e.
    Trovo che la 3e sia troppo piena di regole rispetto alla precedente e di “trovate” per personalizzare i pg, vedi talenti e classi di prestigio. Due “trovate” che servono solo per calcolare combo tra i giocatori per far diventare i pg fortissimi. La 4e non l’ho presa in considerazione perchè mi è sembrata subito una specie di world of warcraft cartacea.
    Quello che dici sullo storytelling è giusto, ma non è tutta colpa del master 😉
    Quanti giocatori smaniano di cominciare l’avventura in fase di creazione del pg, senza fregarsene di un minimo di background, di sapere le caratteristiche fisiche, ecc?
    A loro basta sapere di avere in mano un guerriero con 18 in forza…e se non hanno un buon d% pensano sia un pg di merda… 😦
    Il problema è che i giocatori non dovrebbero conoscere le regole, ma un po’ alla volta purtroppo anche loro le apprendono e si trasformano in giocatori/master allo stesso tempo 🙂

    • Alessio ha detto:

      Ecco, ero talmente perso fra i post che ho sbagliato a commentare…intendevo replicare a: “La quarta edizione, un sistema autosufficente, autogiocante, autodigerente.” e invece ho replicato qua 😛

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