Ritorno a Greyhawk

luglio 6, 2009 § 1 Commento

E così, dopo anni di assenza, siamo ritornati a giocare nel mondo di Greyhawk, una delle prime ambientazioni Dungeons & Dragons (seconda solo a Blackmoor). Greyhawk, il “sandbox” in cui Gygax lasciava scorrazzare i figli e gli amici. Il mondo di Gord, degli anagrammi improbabili e del pulp che piu pulp non si può, alla faccia di Eberron e simili.

IL DMG!

IL DMG!

Il mio personale incontro con Greyhawk fu vergognosamente precoce. Ai tempi giocavamo già a D&D, ma come prevedibile le nostre prime avventure si ambientavano a metà via tra il setting di Mystara (o qualcosa che la ricordava vagamente… ricordo solo alcuni accenni al mondo nei manuali di Holmes – i famosi basic, expert, companion, master e immortal per intenderci) e mondi inventati di sana pianta, ma mai avevamo approfondito il concetto di “setting”. L’avventura era un organismo autosufficente e indipendente (tornerò in futuro su questo concetto, perchè ritengo che questo approccio al gioco fosse sostanzialmente corretto) e l’idea di relegare la fantasia nel mondo creato da un altro mi sembrava stupida e limitativa.

Fu nel 1987, duante l’inaugurazione di un centro commerciale nella mia città, che per la prima volta incontrai Greyhawk, anche se a malapena sapevo che si trattasse di quel mondo. Quel giorno presi il coraggio a due mani (avevo solo 11 anni) e chiesi ai miei genitori di comprarmi questo enorme volume tutto scritto in lingua Inglese. Il primo impatto fu violentissimo! L’inglese non lo conoscevo per nulla, e appena riuscivo a fare parallelismi tra le statistiche con l’edizione del “Basico” che avevo a casa. Era tutto molto piu complesso (aggiungiamoci che Gygax scriveva in un inglese ben lungi dall’essere semplice). Con l’aiuto di un dizionario Inglese-Itaiano (che possiedo ancora!) mi tuffai in quello che ancora oggi ritengo sia uno dei piu bei manuali di GDR mai scritti. Era il DMG di Advanced Dungeons & Dragons, quello con la copertina con il mago vestito di verde (la seconda ristampa), con la montagna di tesori dietro la schiena, e la grande chiave dorata al collo. E l’immancabile costina arancione.

A quei tempi il setting era ancora fortemente ibrido, e compenetrava fortemente nel regolamento. Gli incantesimi portavano nomi di importanti maghi di Greyhawk, gli artefatti alla fine del libro portavano lughe descrizioni che si rifacevano alla storia delle Flanaess. Si parlava di Vecna, di Kas “dalle mani insanguinate”, di Leuk ‘O e di Kwalish.

Per qualche tempo introdussi elementi sparsi di Greyhawk nelle mie avventure. Il fichissimo Greyhawk Adventures introduceva nuovi incantesimi, la scheda del terrificante Mago della Valle, nuovi mostri e dozzine di oggetti magici, per non parlare delle divinità che divennero il pantheon per le mie avventure. Era tutto molto caotico, ma decisamente divertente! Non conoscevo Greyhawk (a quel tempo a malapena avevo visto la scatola base) ma ne ero completamente affascinato. Verso la fine degli anni ’80, poco dopo l’uscita della seconda edizione, finalmente incontrai quello che sarebbe stato il mio primo, vero, solido gruppo di gioco. Si giocava a Greyhawk finalmente, con tanto di mappe, nazioni e personaggi realmente inquadrati in un mondo coerente e non solo PNG usa e getta! Ancora oggi custodisco alcuni dei personaggi che cominciai a usare in quelle sessioni di gioco. Solo qualcuno di questi morì, per mia fortuna. Il gioco purtroppo era estremamente “high powered” (caratteristiche tirate usando il metodo “Unearthed Arcana”… se qualcuno sa a cosa mi riferisco) e in effetti mi trovavo un po’ a disagio per non potere esplorare a fondo il potenziale di role playing dei miei PG. Soprattutto, mi mancava lo storytelling accurato. Non è davvero una critica. Quelle avventure erano marcatamente high fantasy e un accento pesante era stato messo sulla dinamicità degli eventi. Si giocava in maniera avventurosa, dove tutta l’attenzione ricadeva nell’azione, e avendo io il feticcio della descrizione accurata, ne sentivo la mancanza. Sentivo che ci sarebbe stato bisogno di un cambio, cosa che avvenne a metà anni ’90.

Piu o meno nel 1996-1997, incominciò la mia Terza Era di GDR. Dal 1992 avevo in realtà incontrato anche un secondo gruppo di gioco, con il quale giocavamo sempre in Greyhawk. Un Greyhawk duro e puro come scritto nel boxed set, e poco dopo nel magnifico From the Ashes. Dopo un periodo in cui giocavo in parallelo in due setting di Greyhawk completamente diversi tra loro, prendemmo la travagliata decisione di far convergerele le realtà. Gli eventi cataclismici che avevano sconvolto le Flanaess nel “gruppo 1” (un PG sfuggito al controllo del DM aveva conquistato l’80% del mondo, con tanto di situazioni di ucronia allucinanti… M-16 e carri armati nella penisola dei barbari… cose cosi) furono ridimensionati, cosi da permettermi di trasferire diversi PC dal gruppo 1 al gruppo 2. Il gruppo 2 si rivelò essere ancora oggi il miglior gruppo di gioco a cui abbia partecipato. Decidemmo di fissare l’anno di gioco (fino ad allora indefinito) con l’inizio delle Guerre di Greyhawk. Diverse avventure simultanee  cominciarono nell’anno 583 CY, in un Greyhawk fortemente customizzato, con alcuni eventi radicalmente diversi da quelli del mondo “canonico”. Un paio finirono, altre furono troncate sul nascere. I nostri personaggi iconici caddero nell’oblio. Entro il 2000, prima dell’uscita della terza edizione, tutto si spense.

Nel 2005, dopo una lunga pausa dal mondo del GDR, tornai timidamente a Greyhawk con un paio di gruppi di gioco che si sfaldarono altrettanto rapidamente. Ero arrugginito, e “vecchio dentro”. Le sessioni di gioco grigie e pallose.

Quest’anno però, il 2009, il ritorno a Greyhawk è stato netto e definitivo. Al momento ci sono ben 4 avventure aperte, di cui una “online”, una un cui gioco, e due in fase di sviluppo. Il lavoro dietro a questo revival è notevole, ma estremamente piacevole. Ho ripreso in mano le schede di dozzine di NPC e PC delle vecchie campagne, e sto scrivendo una storyline del “mio” Greyhawk. Allo stesso tempo stando attento a intaccare quanto meno possibile quello che è ritenuto “canon” dai puristi di Greyhawk.

Greyhawk

L’anno è il 596 CY. Tredici anni sono passati dagli eventi narrati in quelle lontane avventure. Alcuni personaggi sono cambiati, alcuni sono rimasti immutati. Il mondo sta ricucendo le ferite dopo tre anni di guerre violentissime.

Si riparte!

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