Maghi!

marzo 2, 2009 § 2 commenti

Attenti a quello che cercate... potreste trovarlo

Attenti a quello che cercate... potreste trovarlo

Forse la classe piu misteriosa ed indistinta di Dungeons & Dragons è il mago. Quello con il libro degli incantesimi intendo: Magic User, Mage o Wizard a seconda dell’edizione che si adotta. E’ scritto abbastanza chiaramente che i maghi si sottopongono ad un intenso periodo di studi prima di metter piede nella taverna con l’oste calvo e obeso, forse presso un’accademia come quella di Greyhawk (che immagino sarà simile al collegio di Harry Potter) o presso un tutor. Il setting di Dragonlance ci fa intravedere cosa accade nelle scuole di magia di Ansalon, ma come si snodano gli studi di magia negli altri setting è molto nebuloso. Secondo una tabella del primo Dungeon Master’s Guide di AD&D, il mago umano cominciava la sua carriera d’avventuriero ad un età che oscilla dai 26 ai 40 anni, mentre gli umani di tutte le altre classi rimangono attorno ai 20 (guerrieri max. 19!). Una curiosa anomalia era l’illusionista, che incominciava la carriera di avventuriero comunque piu che trentenne, forse ad indicare un corso più specialistico della disciplina della magia, al pari di un corso specialistico di laurea (?).

Questi principi molto semplici stridono però su almeno tre fronti.

Il primo e più evidente è che utilizzando il sistema di magia di D&D (derivato dai romanzi di Jack Vance, un idolo di Gygax) in cui il mago memorizza gli incantesimi di notte per rilasciarli rapidamente con un gesto durante il giorno, viene lecito chiedersi: la sto mago ha studiato per 10 anni e passa per poter lanciare un solo incantesimo? Possibile che non possa fare neppure trucchetti come spolverare una scrivania o cambiare sapore ad una pietanza? A mio avviso una buona soluzione a questo dilemma è di utilizzare una piccola home rule di Pathfinder: i cantrip del mago sono utilizzabili a piacere senza limiti durante l’arco di una giornata.  Compongono le conoscenze base delle forze della magia che gli studenti apprendono prima di coinvolgersi nella magia di combattimento. Non è difficile pensare che uno studente conosca già centinaia di formule prima di affrontare gli incantesimi veri e propri, quelli che “si possono lanciare solo poche volte”, quelli delle “cerchie superiori”.Questo dovrebbe anche abbassare un po’ il tiro dei giocatori, cioè fargli capire che gli incantesimi di livello 1+ sono effettivamente forumle da usare con cautela, che stancano il mago e lo costringono a ripassare ore sui libri. Ridiamo un po’ di dignità anche agli incantesimi di “basso” livello.

Il secondo è un dettaglio che a molti credo sia sfuggito, ed è quello del dual-classamento (per usare un termine di AD&D) o multiclassamento (nella 3e). Immaginiamo un guerriero di alto livello che un giorno decide di “prendere” un livello da mago. Mentre il mago “puro” ha studiato per dieci e passa anni le innumerevoli e complicatissime scuole di magia, tediandosi con mesi di asami di teoria, il nostro amico riesce ad accedere agli incantesimi di combattimento in pochi giorni di studio. Paradosso insopportabile e insensato, per quanto è plausibile che saltando i crismi accademici ci si possa dedicare alle cose “concrete” piu rapidamente. Magari esiste una sorta di corso accelerato di magia per guerrieri maghi, che devono arrivare al sodo in fretta, senza curarsi delle infinite sfumature teoriche della magia. E’ un ottima soluzione se vogliamo introdurre le classi di prestigio come gli “Eldritch Knight”. Una mia home rule personale è: salvo casi eccezionali (es. un elfo che si ritira per 20 anni in un accademia di magia), non è possibile scegliere Wizard come seconda classe, una volta passato il primo livello. In pratica o sei un mago quando scegli ila tua prima classe o non lo sarai mai. La strada per l’apprendimento è troppo lunga e impervia per potervi accedere da un momento all’altro.

Il terzo ed annoso paradosso riguarda i semi-umani. Non esiste un vero motivo che mi convinca per cui un elfo di 400 anni non debba conoscere migliaia di formule magiche in piu di un mago umano di 40 anni. Una flebile, poco convincente motivazione è stato addotta dicendo che gli elfi hanno “molta piu pazienza per contemplare i misteri della magia” nel suo cuore, perchè la conoscono in modo piu intimo, mentre gli umani irruenti sono capaci di dominare le forze della magia in molto meno tempo, tralasciando l’armonia a favore del potere. In ogni caso, un mago di primo livello elfo di 400 anni o un umano mago di primo livello di 40 anni dovrebbero necessariamente avere una forte distinzione anche in termini di gioco a livello di conoscenza intrinseca della magia. Senza parlare dei non morti… come comportarsi per quanto riguarda un lich umano di 400 anni? Il punto è che il numero di incantesimi lanciabili al giorno non dovrebbe essere indicativo della conoscenza del’arcano. E’ necessario inventarsi qualcosa di parallelo a questi incantesimi, magari dei rituali o la capacità di plasmare gli incantesimi già conosciuti, magari in relazione alla proprià anzianità negli studi. Devo pensare che un elfo di 400 anni conosca il magic missile molto meglio di un mago umano di 40 anni, ed è necessario dargli piu flessibilità, magari a scapito della forza bruta per questioni di equilibrio. Spunti per home rule, ce ne sono a bizzeffe. Ci ragionerò su :).

Questo apre anche un interessante spiraglio per la creatività di un master, è possibile che ci siano scuole di magia specializzate in magia da guerra (magari nel Cormyr) ed altre in magia elementale (Thay). Trovare un metodo interessante per definire queste differenze in termini di gioco può essere una sfida molto divertente. Pensiamo a un mago che assiste alla morte di un compagno a causa di un incantesimo, e dalle sue caratteristiche riesce ad identificare le tecniche dell’accademia della propria città… o della città rivale….

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§ 2 risposte a Maghi!

  • malleus81 ha detto:

    Sono daccordo sul fatto che la magia sia mal descritta in D&D e in effetti hai messo in evidenza molti punti deboli del sistema di magia di D&D.
    Per quanto mi riguarda mi piacerebbe modificare e implementare il sistema di magia di D&D, anche io ho molte idee che mi piacerebe proprorre sulla magia.

    Nelle mie (un po scarse) letture mi sono imbattuto in un bellissimo modo di descrivere la magia nei romanzi di Lupo Solitario di Joe Dever e John Grant: la magia è descritta come una funzione matematica; una serie di linee colorate che il mago deve visualizzare per poter canalizzare attraverso di esse le energie del cosmo, più complicato è l’incantesimo più arduo diventa immaginare la funzione, a volte la cosa richede molto tempo, ecc…ecc…(se non non finisco più)
    Per me il parallelo magia-fisica o magia-matematica è semplicmente fantasctico!

  • Mick ha detto:

    Anche io credo che la magia vada vista come una scienza, che si interseca con l’arte volendo, ma sempre una grande scienza. Immaginiamo le scienze come erano concepite nel medio-evo senza le stupide distinzioni di oggi, io immagino un mago come un uomo di cultura come poteva essere Leonardo.
    Il sistema di magia è abbastanza debole ma non vorrei influire troppo sulla sua costruzione, d’altronde è uno dei capisaldi di D&D e non voglio offendere la memoria di EGG. Però se vogliamo epprofondire un po’ “da dove viene” e cosa è sicuramente saremo anche in grado di gestirla meglio!

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