Fantasy vs. Fiaba pt. 1

febbraio 16, 2009 § 2 commenti

Una delle pratiche piu squisitamente “geek” nel magico mondo del GDR è quella di disquisire sulla capacità delle meccaniche di gioco di ricreare verosimilmente la realtà. Cosi come Randall Graves discute dell’appalto della Morte Nera nei film Star Wars, cosi i GiocatoriDR si buttano a capofitto in accese discussioni su quanto irrealistico sia che un colpo di spada non uccida istantaneamente e automaticamente un uomo, seppur si tratti di un guerriero al 20. Un fendente al cranio è pur sempre in fendente al cranio, anche se si tratta di Conan, del sergente Gunny o di Batman. E così a seguire nasce il culto per sitemi di gioco di merda quali MERP o Warhammer Fantasy (al secolo, sigh, Martelli da Guerra) in cui un colpo fortunato di fionda può storpiare Smaug a vita.

No Dante, solo la Simbul può affrontare uno stato intero da sola.

No Dante, solo la Simbul può affrontare uno stato intero da sola, anche se al tavolo da gioco dieci maghi rossi se la inchiappetterebbero di brutto

Personalmente non ha mai scandalizzato l’assurdità di certe meccaniche di D&D, neppure ai tempi in cui giocavo ad AD&D 1E (in cui potevi lanciarti da qualsiasi altezza se eri un guerriero di livello abbastanza alto – tanto al massimo ti prendevi 20d6 di danno) o alla scatola rossa di Eric Holmes (in cui potevi portarti dietro una partica di tre metri e cinquanta tonnellate di monete d’oro senza problemi di ingombro). Alla fine dei conti un sistema, per quanto dolorosamente si possa avvicinare ad una simulazione di realtà, avrà sempre le sue pecche. Sono un sostenitore sfegatato di Hero System, che ritengo il miglior gioco di stampo “realistico” mai creato, cosi geniale e preciso da non avere rivali, eppure anche l’Hero System ha una serie di peccati originali dai quali non si può redimere – per dirne una a livelli molto bassi i PG si assomigliano davvero tutti. Il che ha anche senso ma non ho voglia di stare a disquisire su questo aspetto adesso. In altre parole, è inutile cercare di aggiungere infinite home rule per rendere il sistema piu credibile possibile. Le meccaniche sono fallaci per natura. Fatevi pure del male con Harn, se volete.

Dove la mia follia geek esplode in tutto il suo splendore è invece nel cercare il massimo della plausibilità nella ricostruzione minuziosa di un mondo fantasy, il piu possibile gritty e medievaleggiante, con elementi fantastici che “potrebbero essere”. Sostengo che la verosimiglianza sia l’elemento per eccellenza che distingue una fiaba dal genere letterario fantasy. In una fiaba nessuno si chiederà come faccia la protagonista a mantenersi senza un lavoro, passando tutto il giorno a passeggiare nei boschi, o perchè mai un principe giri tra i villani senza uno straccio di guardia reale di scorta. In un mondo fantasy degno di questo nome, in teoria, questo è per lo meno sottoposto a riflessioni. Per questo il Signore degli Anelli è una figata, e le Cronache di Narnia una merda.

Portandomi all’estermo dei casi più folli di dungeon ecology (per quale motivo 18 troll dovrebbero vivere stipati in una sala aperta di 9 metri per 12 nell’Hall of the Fire Giant King? Perchè nella cascina di Nosnra le carote sono lunghe un metro?) si può capire cosa io intenda per coerenza e plausibilità. I troll cagano, pisciano e mangiano quantità enormi di proteine animali. Il loro fiato olezza della carne marcita tra i loro denti affilati. 18 troll probabilemente avrebbero fatto piazza pulita da tempo dei bugbear che si trovano venti metri più in la. Una contea in mondo fantasy dovrà avere necessariamente un certo numero di acri coltivati a cereali e tuberi, soprattutto nelle regioni piu settentrionali, adottare sistemi di rotazione delle coltivazioni, avere un sistema legislativo accettabil. Nessuna massa contadina accetterebbe di vivere terrorizzata da guerrieri enormi in corazza di piastre. Quanto cibo, quanta acqua consumano 5000 soldati? Per quanto tempo si possono sostentare? Basta la presenza un chierico di basso livello e anche nei villaggi piu miseri non esisteranno carie, vaiolo, epidemie, cicatrici, polmoniti mortali. Da dove prendono i loro abiti perfetti i drow quando non ci sono calzolai o ciabattini nelle loro città – possibile che siano gli schiavi umani a fabbricare tessuti cosi raffinati?A buona parte di questi questiti risponde un ottimo libro della Expeditious Retreat Press: A Magical Medieval Society – Western Europe. (NB: Purtroppo a volte la plausibilità non basta, come ci mostra Turtledove nell’altamente coerente saga della Legione Perduta, tanto mal scritta e insipida quanto curata).

Dopo che Carl Sargent iniziò il lavoro di pulizia e revisione del setting di Greyhawk, e dopo aver visto quanto più profonda è l’immersione in un mondo dove i confini politici, la tensioni razziali e l’economia sono palpabili, e non solo dettagli insgnificanti del mondo “sopra il dungeon”, la mia fiamma di geekdom si è accesa come non mai. Il fantastico è ancora piu fantastico, se immerso in un ambiente credibile. Su questa asserzione sono disposto a portare avanti una crociata.

Ai tempi della Dragonlance, un mio amico diceva sempre che quando gli Eroi della Lancia, una manica di personaggi si e no al 5 livello, passavano per i villaggi dell’Ansalon devastati dalla guerra (in un mondo SENZA cure clericali), questi disperati cenciosi contadini vittime della miseria probabilmente vedevano questi eroi come dei, capaci di affrontare ogre e draghi proprio come gli eroi delle leggende, come Ercole, Gilgamesh o Kelanen.

Dall’altro capo ricordo un altro mio amico che odiava i Forgotten Realms. Si lamentava dei livelli inverosimilmente alti degli NPC, degli artefatti che possono livellare montagne, del numero sporpositato di lich e degli arcimaghi ad ogni angolo… il sense of wonder va a farsi fottere, diceva. Beh non credo che fosse proprio cosi. Il mood dei primi FR era molto diverso da quello di oggi, i romanzi erano ancora pochi e le mani che ci avevano lavorato anche poche paia. Il mondo era immenso, costellato da rovine di cui nessuno sapeva nulla. Un mondo misterioso dove maghi centenari detenevano il potere della conoscenza, ma anche loro erano sepolti da una storia cosi antica e multiforme da essere poco piu che pedine nel grande disegno. Lo spazio per la verosimiglianza c’era anche in FR, e credo che con l’introduzione di Power of Faerun, il tiro si sia un po’ raddrizzato anche per quanto riguarda la 3a edizione.

Questo divario però mi risultò evidente e fastidioso nel primo reale gruppo di gioco in cui ho militato, dove mi sono trovato davanti  a un manipolo di PG superumani… di cui parlerò con piacere piu avanti.

Nelle mie campagne ogni pasto deve essere descritto. Un guerriero di 150 chili che non si allena mai prenderà chili, se mangia solo carne secca per un mese, ne perderà.

Ogni PG inoltre dovrebbe avere una famiglia… quanto è difficile motivare un party di PG dello spessore di sagome di cartone? Pensate a un film, dove il protagonista è un duro… ora toglietegli la famiglia, amori, passioni. Fino a quando potrai flettere in tuoi muscoli davanti allo specchio? Quel’è il fine ultimo del tuo PG?

Lo storytelling, il realismo di un ambiente, e soprattutto PG con personalità e motivazioni reali sono quello che veramente fanno la differenza in una campagna, e la rendono memorabile. Non dozzine di tweak al regolamento base.

Annunci

Tag:, , , , , , , , ,

§ 2 risposte a Fantasy vs. Fiaba pt. 1

  • Ale ha detto:

    Tu stai diventando il mio idolo!!
    la verosimiglianza con la realtà e l’utilizzo della logica (chiedersi sempre il “perchè” delle cose che accadono) anche nel mondo magico e fantasy aumenta davvero la percezione del fantastico e soprattutto fa sì che il senso del meraviglioso non venga meno anche per giocatori “rodati” e di lunga data! Quando i draghi non li incontri tutti i giorni, quando trovare un cura malattie da un chierico del 12° livello diventa un’impresa che magari comporta un viaggio in una capitale (cacchio, odio chi piazza un chierico del 12° livello in tutti i villaggetti a fare il prete!! Ma quando mai!!), allora sì che un’ambientazione diviene credibile. I giocatori non si annoiano (oh no! un altro lich!) e si pongono sempre domande sul perchè qualcosa si trovi proprio lì (sì, anche sul perchè i troll siano nella Hall of the Fire Giant King!), tutto a vantaggio della qualità del gioco di ruolo. Dopo anni di esperienza posso dire di essere giunto alle tue stesse conclusioni. L’assurdo stona, anche a DnD, e spesso i giocatori se ne accorgono, seppur inconsciamente, perdendo il contatto col loro personaggio, che più che un soggetto immerso in un ambientazione coerente, diventa inevitabilmente un ammasso di numeri fine a sè stesso!
    Davvero complimenti per il post. Se hai bisogno di un crociato fammi un fischio!

  • Ursha ha detto:

    Molto interessante.

    Avrai notato che anch’io sono un discreto sostenitore della verosimiglianza nella narrazione, piuttosto che nelle regole.

    A mio pare è più facile avere l’equivalente di 5000 monete d’oro in campi di grano, schiavi e mandrie di pecore, che disponibili sull’unghia o come lettera al portatore.

    Però ho imparato che molto dipende anche dal gruppo con cui ci si trova, oltre che dall’ambientazione che si usa.

    Infondo, se i PG non sono disposti a gestire il realismo delle loro vite immaginarie (e può capitare) l’unica è arrendersi o cercarne di nuovi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Fantasy vs. Fiaba pt. 1 su I Discepoli della Manticora.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: